IL NOSTRO FOTOGRAFO: TIZIANO TRESOLDI

Come non parlare del nostro fotografo, quasi tutte le immagini di questo sito sono dovute alla sua capacità ed esperienza. TIZIANO è un Cavenaghese puro sangue, nato e vissuto in questa bella cittadina. Nella sua vita non è stato fotografo  ma un dirigente, esperto in logistica per grandi soc. multinazionali.

Girando il mondo, senza mai dimenticare la famiglia, ha vissuto la lontananza dalla patria, il suo spirito di ALPINO lo ha sempre aiutato nei momenti di tristezza. Oggi parte integrante ed importante del Gruppo  Cavenago di Brianza  continua la sua vocazione di fotografo. Il gruppo di Cavenago di Brianza con questa nota, vuole  ringraziarlo e riconoscergli  l'apprezzamento che giustamente merita. Grazie Tiziano i tuoi  fratelli del gruppo 



 RELAZIONE  MORALE  DEL  GRUPPO    ALPINI  DI  CAVENAGO  BRIANZA

 

Il nostro gruppo nasce il  30 novembre 2013. Ricordo il pensiero dell’avanscoperta il 26 settembre 2013 a Bernareggio: chissa' come riusciremo a creare un gruppo valido! I nostri principi erano e sono sani ma, riusciremo a coinvolgere gli alpini congedati della nostra zona? 

Riusciremo a trasmettere le idee di ALPINITA' a tutti? 

Riusciremo a creare un gruppo attivo malgrado  i problemi  che attanagliano questo periodo storico nella nostra amata Italia? 

Allora non avevamo risposte, ma solo buona volonta' e serieta'.

Oggi trascorso piu' di un anno dalla nostra formazione, possiamo dire con orgoglio che ci siamo riusciti! Il nostro gruppo conta 41 iscritti tra alpini e amici degli alpini, impegnati, seri, con uno spirito di ALPINITA' ben strutturato.

Cosa abbiamo tenuto presente per raggiungere questo successo? Poche cose, ma importanti: primo fra tutti il rispetto reciproco; in secondo luogo la coesione del gruppo attraverso azioni comuni ove venivano impegnati tutti, senza disparita' di considerazione, il principio adottato, che ciascun singolo e' parte importante ed integrante del gruppo.

Con questo, siamo riusciti a organizzare manifestazioni di successo, riconosciute dalla cittadinanza e dagli amministratori locali.

Tutti i nostri membri hanno  avuto sempre un comportamento esemplare, comportamento che si e' concretizzato anche nelle varie assemblee del gruppo svoltesi in un clima calmo e civile, senza mai esserci appunti fuori luogo, o comportamenti da censurare, malgrado posizioni a volte anche contrastanti.

Oggi possiamo guardare al futuro, animati da spirito di sicurezza delle nostre azioni, con la consapevolezza di poter fare cose in crescendo.

Cosa non dimenticheremo mai? 

Che amiamo la nostra Italia, che siamo alpini e come Gruppo facciamo parte dell’Associazione Nazionale Alpini della Sezione di Milano, che i valori che ci hanno insegnato durante il servizio militare vengono al primo posto, che la cittadinanza crede in noi e nelle nostre azioni e non possiamo deluderla, che non ci occupiamo di partitica, che siamo al servizio di chi ha bisogno di aiuto.

 

Voglio solo ricordare che con il nostro lavoro abbiamo fatto la manutenzione alla cappella votiva del Lazzaretto, lavoro che per sua stessa struttura non finira' mai; che abbiamo aiutato l’associazione contro la sclerosi multipla AISM in ben due comuni, nel raccogliere fondi; che abbiamo fatto ricordare a molti cittadini i nostri caduti, attraverso una mostra storica con reperti originali dell’epoca; che abbiamo strutturato in pochissimo tempo un bellissimo sito web con visitatori anche dagli Stati Uniti, Belgio, Germania, Francia ecc. dove hanno potuto vedere e capire chi siamo ed i principi che ci animano.

 

Due parole anche sul futuro: continuazione nel modus operandi, miglioramento e sviluppo di quanto intrapreso, crescita e sviluppo numerico del gruppo, miglioramento delle condizioni di preparazione dei soci con corsi e diplomi.

Chi non possiamo esimerci dal ringraziare per il nostro successo: Certamente l’ANA, certamente la Sezione di Milano a cui apparteniamo, il suo presidente sezionale Boffi Luigi, il consigliere Fusar Imperatore Valerio, ed il consigliere ai gruppi Tinti Benito, prodighi di consigli e non solo.

Un grazie a tutti. VIVA L’ ITALIA     

 

Il Capogruppo     Alpino Giovanni Pirola                                                                                                                                                                       Cavenago di Brianza 10 febbraio 2015

 


Santa Messa in Onore dei Caduti 14 dicembre 2014

 

É notte. La pioggia martella le imposte. Porca miseria, domani piove! Vado? Non vado? Ma come non andare? Sono un ALPINO e domani si commemorano i nostri, che sono andati avanti. Come non andare? Impossibile!

Sveglia tragica prima dell’alba e ... sorpresa: non piove! Forse qualcuno lassù ci ama.

Adunata davanti al bar; quattro parole, poi di corsa alla metropolitana: non dobbiamo ritardare. In stazione, Alpini di altre sezioni; un saluto veloce, poi via, verso il Duomo. Il tragitto sembrava non finisse mai: dobbiamo arrivare in tempo per la sfilata in piazza Scala. Finalmente! Alpini da tutte le parti, il sagrato si stava popolando di nostri fratelli d’arma che provenivano da tutta Italia. Ciascuno con il suo cappello, il viso fiero, il cuore felice di ritrovarsi a dispetto del tempo. Penne bianche, memori del comando, si aggiravano guardando i loro alpini; nel cuore la fierezza di aver contribuito alla loro formazione, la certezza di non aver vissuto invano. Si Comandante! Le penne nere sono li come allora, più maturi, con qualche acciacco, con le pastiglie nelle tasche, ma il loro cuore non conosce stanchezza, solo riconoscenza.

La parata dalla Scala è partita, la prossima volta saremo più veloci!

Attendiamo il suo arrivo nel sagrato. Dopo poco. eccola spuntare! In testa i labari pieni di medaglie ed una selva di gagliardetti seguiti dalle penne nere, ordinate, marziali. Lo speaker annuncia gli ingressi. Tutto in ordine, alza bandiera, inno di Mameli e rassegna del generale comandante in capo delle truppe alpine. Serio, marziale, la mano tesa al cappello, passo veloce ma non rapido, certamente in cuor suo pensava “Sono proprio felice di essere il loro comandante! Ma che grande responsabilità! Non dovrò mai deluderli”.

Ingresso in Duomo: tutti ordinati, ben guidati dai responsabili della gestione; in poco tempo il Duomo è pieno. Inizia la funzione: poche parole sugli Alpini, quasi nulla e molte su San Giovanni Battista. Vero, San Giovanni il Battista è più importante degli Alpini Andati Avanti, ma di San Giovanni il Battista sappiamo quasi tutto. Noi siamo venuti a pregare per i nostri Alpini! Costava davvero cosi tanto, almeno per una volta, parlare di loro, delle loro sofferenze, del loro sacrificio, del loro amore per Dio e per la Patria? Pazienza! Forse la prossima volta dirà messa don Graziano: “lui si che ci capisce!”.

 

Terminata la funzione, inquadramento e marcia al Sacrario per deporre la corona di alloro. Ecco! In questi momenti riceviamo l’abbraccio di Milano: lungo tutto il percorso, ali di gente comune che ci ammirava, che sentiva lo scambio di amore tra noi Alpini e loro. Ad un balcone vediamo tra le braccia della mamma un bimbo, piccolo piccolo, con il ciuccio in bocca ma sulla sua testolina un cappellino da alpino con la sua bella penna nera. Malgrado fossimo inquadrati non abbiamo resistito dal salutarlo con fervore. Poco dopo, sull'uscio di un negozio, il proprietario, non smettendo mai di batterci le mani ci urlava: “siete la nostra speranza!” Avrei voluto uscire dai ranghi ed abbracciandolo, avrei dovuto dirgli: “purtroppo non possiamo essere la vostra speranza; noi non facciamo politica, noi non prendiamo posizioni di nessun genere; noi possiamo solo dare un esempio di Amore, Onestà, Altruismo e difenderti fino all'estremo sacrificio!


STEFANO  BENAZZO  

UN UOMO, UN ALPINO, MA SOPRATTUTTO IL MIO COMANDANTE

Nella vita si incontrano molte persone, tutti ti arricchiscono interiormente, ma alcune, ti trasformano, entrano nel tuo io  lasciando segni indelebili che ti condizioneranno nella vita e nelle tue scelte. Questo per me lo ha rappresentato il contatto con  Stefano Benazzo. Troppo lungo spiegarvi chi è, ma se avete voglia di arricchirvi culturalmente e interiormente, cliccate sull' immagine ed entrate a conoscerlo; posso solo dirvi che è un alpino con un grande senso dell' Alpinità. 

Geniere Alpino in Congedo Igor Ravagnani


LA VITA, LE BOLLE DI SAPONE, GLI ALPINI

Molti anni fa, incontrai un grande mago, vecchio, con la barba ed i capelli bianchi come la neve; sprigionava saggezza al solo guardarlo ed i suoi occhi mandavano una luce di dolcezza.

Approfittando dellincontro, gli feci una domanda importante:  Saggio mago, cosa è la vita?”.  Lui mi guardò ed abbozzando un dolce sorriso rispose : La vita è come la bolla di sapone:  per vivere servono le stesse cose che servono per fare le bolle. Prima di tutto, l’acqua   che deve essere pura cosi come la forza vitale che vi è in noi; ad essa aggiungiamo il sapone: per dare elasticità e sapienza come nella vita fa la scuola; lo zucchero : che vita sarebbe senza un po di zucchero che addolcisca le cose e che dia energia?

Ma non è tutto: servono ancora alcune cose: l’olio per creare un velo protettivo e nella vita guai a non averlo! In ultimo, la colla : per tenere assieme tutti gli elementi, come nella vita fa la famiglia che tiene assieme tutto ciò che siamo. Ed ora potrai vivere, come la bolla di sapone. Pazienta prima di prendere il volo e ricorda: verrai portato dal vento, non potrai opporti e come nella vita, se avrai fatto la giusta composizione, volerai alto nel cielo; il sole ti regalerà mille colori ed alla fine, come la bolla, scoppierai diventando mille goccioline che cadranno al suolo trasformandosi in una nuvola”.

Insegna dunque ai tuoi bimbi come fare le bolle di sapone! Aiutalo a farle volare nel cielo e se credi, raccontagli la storia della vita, del grande mago.  








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